Perché il selenio è un alleato nel proteggere le cellule dallo stress ossidativo
Poco conosciuto, ma fondamentale: ecco perché il selenio è uno degli alleati più preziosi contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare
Si parla spesso di vitamina C, collagene e acido ialuronico quando si affronta il tema dell’invecchiamento precoce, ma c’è un minerale che merita molta più attenzione di quella che riceve: il selenio. “Presente nell’organismo in piccolissime quantità, questo oligoelemento svolge un ruolo cruciale nella protezione delle cellule dallo stress ossidativo, uno dei principali meccanismi alla base dell’invecchiamento della pelle e dei tessuti” spiega il dottor Luca Agostini, Nutrizionista di MioDottore.
“Il selenio è un componente essenziale della glutatione perossidasi, uno degli enzimi antiossidanti più potenti prodotti dal nostro corpo” evidenzia il dottor Luca Agostini, che aggiunge: “Questo enzima elimina i radicali liberi, molecole instabili che danneggiano le cellule, modificano il DNA e accelerano l’invecchiamento cutaneo, contribuendo alla formazione di rughe, macchie e perdita di elasticità“. Un corretto apporto di selenio accresce le difese naturali dell’organismo contro i danni ossidativi quotidiani, causati da fattori come inquinamento, raggi UV, fumo e stress.
Selenio: i benefici
“Sono tanti i benefici del selenio e tutti degni di attenzione” precisa il dottor Luca Agostini, che ne elenca i più importanti:
- Azione antiossidante: “Contrasta i radicali liberi, rallentando il deterioramento cellulare responsabile dell’invecchiamento precoce”.
- Supporto al sistema immunitario: “Partecipa alla produzione di cellule immunitarie, aiutando l’organismo a difendersi da infezioni e infiammazioni croniche, anch’esse legate all’invecchiamento”.
- Protezione della tiroide: “È indispensabile per il corretto funzionamento della tiroide, ghiandola che regola metabolismo ed energia, entrambi fattori che influenzano l’aspetto e il benessere generale”.
- Salute di pelle, capelli e unghie: “La sua azione antiossidante si riflette anche sull’aspetto esteriore, contribuendo a proteggere le cellule dallo stress ossidativo”.
Come per tutti i micronutrienti, anche per il selenio va saputo assumere: “Il fabbisogno giornaliero per un adulto è di circa 50-55 microgrammi e un’eccessiva assunzione, magari tramite integratori non controllati, può causare disturbi gastrointestinali, alterazioni dell’umore e problemi alla pelle e ai capelli. La soluzione migliore resta quella di ottenere il selenio principalmente dall’alimentazione, poi integrarlo secondo consiglio medico” precisa l’esperto.
“Ci sono cibi che contengono selenio e integrarli nella dieta contribuisce a evitare carenze”. In quali alimenti si trova? Il nutrizionista ne elenca i principali:
- Noci del Brasile: sono tra le fonti più ricche di selenio, ma il loro contenuto può variare notevolmente; per questo è consigliabile consumarle con moderazione.
- Pesce: tonno, merluzzo, sardine e salmone sono ottime fonti, insieme ai frutti di mare come cozze e gamberi.
- Uova: un alimento versatile e facilmente reperibile, con un buon contenuto di selenio.
- Cereali integrali: soprattutto se coltivati in terreni ricchi di selenio, come avena e riso integrale.
- Legumi: lenticchie e fagioli offrono una discreta quantità di questo minerale, utile anche per chi segue una dieta vegetale.
- Carni bianche: pollo e tacchino sono altre buone fonti da inserire nella dieta settimanale.